Il termine parasonnia è stato coniato a partire dal prefisso greco para (vicino a) e dal termine latino somnus (sonno). Le parasonnie consistono in “manifestazioni indesiderate che accompagnano il sonno e che sembrano spesso finalizzate al raggiungimento di un obiettivo. In alcuni casi possono causare traumi e disturbare il sonno (del paziente o di chi gli sta accanto)”. Si tratta in realtà di un gruppo piuttosto ampio ed eterogeneo di disturbi episodici del sonno caratterizzati da comportamenti anomali o eventi fisiologici inusuali che avvengono durante specifici stadi del riposo o nelle fasi di transizione dal sonno alla veglia.

La maggior parte delle parasonnie è più comune nei bambini. La prevalenza del disturbo diminuisce con l’età, tanto che lo si riscontra in appena il 4% della popolazione adulta. Inoltre, come si vedrà meglio più avanti, le parasonnie sono più frequenti nei pazienti con disturbi psichiatrici, in chi soffre di altri disturbi del sonno o presenta delle patologie mediche concomitanti, nonché nelle persone con una storia di abuso di sostanze.

Parasonnie: classificazione

I differenti tipi di disturbi del sonno che rientrano nella diagnosi di parasonnia vengono classificati in base alla fase del sonno in cui si manifestano. A questo proposito, si ricorda brevemente che il sonno è organizzato in cicli e che ogni ciclo comprende:

  • una fase REM (abbreviazione di Rapid Eye Movements, movimenti oculari rapidi), che è la fase del sonno cosiddetto “paradosso”, in quanto caratterizzato da un’intensissima attività cerebrale;
  • una fase non-REM (NREM), a sua volta suddivisa in 4 stadi (stadio 1 di addormentamento; stadio 2 di sonno leggero; stadio 3 di sonno profondo; e stadio 4 di sonno profondo effettivo, in cui il corpo si rigenera e ripristina le proprie riserve).

In base alla Classificazione internazionale dei disturbi del sonno, le parasonnie vanno quindi distinte in:

  • Parasonnie del sonno NREM
    • Si verificano più frequentemente entro 1-2 ore dall’inizio del sonno e hanno una durata variabile da qualche secondo fino anche a 30 minuti.
    • Solitamente insorgono in età infantile e tendono ad attenuarsi o scomparire con l’avanzare dell’età.
    • Presentano spesso un certo grado di familiarità.
  • Comprendono 4 diversi tipi di manifestazioni:
    • risvegli confusionali
    • sonnambulismo
    • terrori notturni (noti anche come “pavor nocturnus”)
    • disturbo notturno del sonno associato a disordini dell’alimentazione
  • Parasonnie del sonno REM

Si tratta di manifestazioni motorie complesse che si verificano durante il sonno REM, possono dare luogo a fenomeni/comportamenti sconcertanti o spaventosi e possono essere gravate da un elevato rischio di causare lesioni a sé stessi o agli altri. Comprendono:

  • il disturbo comportamentale del sonno nella fase REM
  • la paralisi del sonno isolata ricorrente
  • gli incubi notturni
  • Altre parasonnie
    • Sindrome della testa che esplode
    • Allucinazioni correlate al sonno
    • Enuresi notturna
    • Parasonnie dovute a un disturbo medico
    • Parasonnie dovute ad abuso di farmaci o sostanze
    • Parasonnie non specificate
  • Sintomi isolati e varianti normali
    • Sonniloquio

Parasonnie: cause

Va innanzitutto precisato che, nella maggior parte dei casi, le parasonnie sono fenomeni parafisiologici, ossia fenomeni che, pur non rientrando nei parametri di normalità, non rappresentano una reale patologia né sono associati a malattie di natura fisica o psichica. Si tratta di perturbazioni del sonno che sembrerebbero essere causate da episodi di risveglio durante stati del sonno cosiddetti instabili che si instaurano nel passaggio da una fase del sonno alla successiva. Per questo motivo, qualsiasi condizione che disturbi il sonno e favorisca l’attivazione del sistema nervoso centrale in momenti e orari inappropriati può innescare o peggiorare una parasonnia. Alcuni esempi di fattori scatenanti o precipitanti sono:

  • stimolazioni sonore o luminose durante il riposo
  • disturbi respiratori del sonno (per es. apnee ostruttive notturne)
  • alterazioni dell’equilibrio idro-salino
  • sindrome delle gambe senza riposo
  • sindromi dolorose
  • febbre (soprattutto nei bambini)
  • stress
  • consumo eccessivo di alcol
  • deprivazione del sonno
  • assunzione di farmaci, come sedativi e antidepressivi

Possono inoltre esservi fattori genetici o di familiarità. Per esempio, il rischio di parasonnia è maggiore nelle persone che presentano almeno un familiare di primo grado con lo stesso disturbo.

Infine, alcune forme di parasonnia possono essere spia di una vera e propria patologia sottostante. 

Parasonnie: i sintomi

Risvegli confusionali

Si tratta di episodi di risveglio parziale non associati a deambulazione o a disturbi riconducibili al sistema nervoso autonomo come accelerazione del battito cardiaco o della frequenza respiratoria, dilatazione delle pupille o sudorazione. Il soggetto ha gli occhi aperti, ma appare confusodisorientato nel tempo e nello spazio, non risponde adeguatamente agli ordini, può presentare comportamenti verbali o motori automatici. La durata dell’episodio può variare da minuti a ore.

Sonnambulismo

Si manifesta con episodi caratterizzati da comportamenti automatici più o meno complessi, in cui è possibile o meno riconoscere una finalità precisa (camminare, mangiare, bere, uscire di casa, ecc.). Talvolta questi comportamenti possono diventare pericolosi per la persona e apparire allarmanti o disturbare la qualità del sonno di chi le dorme accanto.

Terrori notturni

Consistono in episodi di risveglio parziale, spesso improvviso, in cui il paziente (generalmente un bambino) appare terrorizzato, in preda a un’intensa agitazione, pallido e sudato. La frequenza cardiaca è aumentata (tachicardia) e il respiro affannoso. Il bambino urla, è inconsolabile, risponde poco agli stimoli ambientali, non riconosce i genitori e spesso non serba alcun ricordo dell’accaduto.

Disturbo notturno del sonno associato a disordini dell’alimentazione

Consiste in episodi ripetuti durante il sonno di ingestione incontrollata di cibi o bevande (anche insoliti o non commestibili, come carne cruda o alimenti per animali domestici); spesso vi è un’alterazione del livello di coscienza e il soggetto non ricorda nulla dell’accaduto al risveglio. La persistenza di questa parasonnia può causare alcune disfunzioni.

Disturbo comportamentale del sonno nella fase REM

Si manifesta con episodi di aumentata attività motoria durante il sonno REM come conseguenza di sogni “a contenuto negativo”. Ciascun episodio è caratterizzato da fenomeni comportamentali-motori di varia natura: il soggetto può limitarsi a parlare, ridere, lamentarsi, gridare, compiere movimenti con gli arti, oppure diventare violento, per esempio sferrare pugni e calci alle pareti della stanza, balzare dal letto, afferrare il partner. 

Il comportamento mostrato non è altro che la “recitazione del sogno”: alcuni soggetti, risvegliati, riferiscono di aver avuto un sogno il cui contenuto appare congruo con i movimenti messi in atto durante il sonno. In ogni caso, il disturbo può associarsi a un alto rischio di traumi sia per il paziente che per chi gli sta vicino. In genere, gli episodi durano da 2 a 10 minuti e possono ripetersi durante la notte. Questa parasonnia è più frequente negli anziani e nei pazienti con patologie neurologiche.

Incubi notturni

Consistono in sogni spaventosi, minacciosi o stressanti, spesso di lunga durata, accompagnati da paura, ansia e difficoltà a riaddormentarsi. Il soggetto ricorda vividamente il contenuto del sogno. Questa parasonnia è frequente nei bambini e nei pazienti con disturbo post-traumatico da stress.

Sindrome della testa che esplode

Si manifesta soprattutto durante l’addormentamento: il paziente si sveglia bruscamente a causa della percezione di un suono molto intenso, simile a quello di un’esplosione, talvolta accompagnato da flash visivi, ma non da dolore. La sindrome colpisce soprattutto donne intorno ai 50 anni e può essere favorita dallo stress.

Allucinazioni correlate al sonno

Esperienze insolite che si manifestano all’inizio del sonno o al risveglio con allucinazioni prevalentemente visive, ma talvolta anche uditive, tattili, olfattive e gustative.

Enuresi notturna

Consiste in episodi ricorrenti di perdita involontaria e completa di urina durante il sonno in soggetti di età superiore ai 5 anni. È un disturbo frequente in età infantile e nel sesso maschile e tende a risolversi spontaneamente con la crescita. Può essere legato a situazioni di stress emotivo, come la nascita di un fratellino o l’inizio della scuola.

Sonniloquio

Più noto come “parlare nel sonno”, è un disturbo estremamente diffuso nella popolazione. In ragione della sua natura benigna, viene tipicamente considerato una variante normale. Si caratterizza per un grado variabile di intellegibilità e può verificarsi sia durante il sonno REM che nella fase NREM.

Nota: il bruxismo, ovvero quel disturbo consistente nel digrignamento dei denti a seguito di una contrazione involontaria dei muscoli della masticazione, non è più considerato una parasonnia, ma viene classificato tra i disturbi del movimento correlati al sonno.

Parasonnie: come riconoscerle

In genere, soprattutto se gli episodi sono occasionali, le parasonnie non richiedono una visita medica. Raramente, infatti, sono spia di problemi seri e, in genere, migliorano con il tempo, particolarmente nei bambini. Tuttavia, può essere opportuno rivolgersi al proprio curante nel caso in cui:

  • gli episodi siano frequenti e ripetuti
  • la parasonnia metta il paziente o chi gli sta vicino a rischio di traumi o lesioni
  • la parasonnia persista o si manifesti per la prima volta in età adulta

Spesso per la diagnosi è sufficiente un’accurata valutazione clinica, in particolare la raccolta dell’anamnesi del paziente (anche con l’aiuto di chi ha assistito agli episodi). Al fine di individuare i possibili fattori causali o precipitanti, il medico può rivolgere domande che vanno da quelle relative alle abitudini di sonno fino a quelle alimentari.

Parasonnie: come gestirle

Non esiste una cura specifica per le parasonnie e, di solito, non vengono prescritti medicinali. Soprattutto nei bambini, la condizione è per lo più benigna e si risolve spontaneamente nel tempo, anche se può accadere che l’interruzione del sonno abbia effetti negativi sulla salute (problemi di irritabilità, attenzione, apprendimento, ecc.). Nella maggior parte dei casi, è sufficiente rassicurare i genitori e fornire loro indicazioni sul comportamento da tenere durante l’episodio. 

Per quanto riguarda le parasonnie negli adulti, occorre distinguere tra:

  • parasonnie primarie: sono indipendenti da altre condizioni mediche;
  • parasonnie secondarie: conseguono a disturbi a carico di altri sistemi organici o all’assunzione di farmaci.

Nelle parasonnie secondarie è chiaramente fondamentale diagnosticare e trattare la condizione sottostante.

Viceversa, nelle parasonnie primarie, l’approccio al disturbo prevede essenzialmente le seguenti misure:

  • correzione dello stile di vita e di eventuali cattive abitudini;
  • adozione di comportamenti che favoriscono un buon riposo notturno, le cosiddette norme di igiene del sonno.

Ecco alcuni consigli che possono contribuire a una buona igiene del sonno:

  • la stanza in cui si dorme deve ospitare solo l’essenziale per dormire. Si sconsiglia di collocare nella camera da letto televisore, computer o altri elementi che rimandino ad attività non rilassanti;
  • la camera da letto deve essere sufficientemente buia e silenziosa, né troppo calda né troppo fredda;
  • evitare di assumere, soprattutto alla sera, bevande contenenti caffeina (caffè, tè, coca cola, cioccolata);
  • non assumere bevande alcoliche in orario serale;
  • evitare di consumare pasti serali abbondanti e ad alto contenuto proteico;
  • non fumare nelle ore serali;
  • limitare i sonnellini durante il giorno e soprattutto dopo cena, prima di coricarsi;
  • evitare di svolgere attività fisica di media-alta intensità oppure attività particolarmente coinvolgenti sul piano mentale o emotivo nelle ore prima di coricarsi. È consigliato invece fare dello sport nel tardo pomeriggio;
  • anticipare il bagno caldo serale di 1-2 ore rispetto all’ora abituale del riposo notturno;
  • cercare di coricarsi la sera e alzarsi al mattino mantenendo orari e ritmi regolari e costanti.