La National Sleep Foundation definisce il dormire troppo come il “dormire più di 9-10 ore nell’arco delle 24 ore”. Il termine ipersonnia, d’altro canto, indica una condizione di eccessiva sonnolenza diurna con o senza prolungamento del tempo di sonno. 

Un’altra distinzione importante è quella tra i cosiddetti natural long sleepers, ovvero persone che dormono più di quanto raccomandato senza una causa apparente, e gli oversleepers, nei quali l’eccesso di sonno si manifesta dopo un periodo transitorio di deprivazione del sonno o che, rappresenta la spia di un disturbo medico sottostante.

Ma, esattamente, perché dormiamo e perché è importante dormire? Vediamo di quanto sonno abbiamo bisogno per garantire al nostro corpo una buona condizione sia fisica che mentale.

Il sonno: meccanismi ed effetti benefici sulla salute

In media, l’uomo trascorre un terzo della propria vita dormendo. Il sonno non è un fenomeno passivo; si tratta di un’attività fondamentale dell’organismo, che contribuisce significativamente alla conservazione delle funzioni cognitive e della competenza immunologica, alla protezione della salute cardiovascolare e alla riparazione tissutale.

Persino dopo decenni di ricerche, le ragioni precise del sonno sono per molti aspetti incomprese. A uno sguardo superficiale, il sonno non sembra essere un fenomeno vantaggioso: durante il sonno l’uomo non si nutre, non socializza, non si riproduce ed è completamente vulnerabile. Eppure, come è stato affermato da un pioniere della ricerca in questo campo, Allan Rechtschaffen, “se il sonno non fosse una funzione vitale, allora sarebbe il più grande errore mai commesso nel processo evolutivo”. Nel tempo, sono state formulate quattro teorie per spiegare il motivo per cui dormiamo:

  • la teoria adattativa, secondo la quale il sonno si è sviluppato nel corso dell’evoluzione come un semplice adattamento alla necessità primordiale di ridurre l’attività notturna per nascondersi dai predatori o mettersi al riparo da possibili incidenti;
  • la teoria ristorativa, che sostiene che dormire è essenziale per rilanciare e ripristinare i processi fisiologici che preservano il corretto funzionamento dell’organismo dopo gli sforzi affrontati durante le ore di veglia;
  • la teoria della conservazione dell’energia, per cui il sonno avrebbe la funzione di aiutare a conservare le risorse energetiche necessarie per lo stato di veglia;
  • la teoria della plasticità cerebrale, che afferma che il sonno svolge un ruolo essenziale nei processi di rimodellamento della struttura e dell’organizzazione del cervello.

In generale, un sonno adeguato per qualità e durata presenta una serie di vantaggi:

  • aumenta la capacità di attenzione e concentrazione, favorisce la creatività ed è indispensabile per il consolidamento delle informazioni acquisite durante il giorno in una forma più stabile di memoria;
  • contribuisce a rafforzare il sistema immunitario;
  • aiuta a regolare la pressione del sangue e promuove i processi di riparazione e guarigione dei tessuti cardiovascolari;
  • ha effetti benefici sul metabolismo degli zuccheri e dei grassi;
  • favorisce la crescita e lo sviluppo nei bambini e negli adolescenti.

Il fabbisogno di sonno

In linea generale, il fabbisogno di sonno tende a variare con l’età. Per esempio, neonati e bambini hanno bisogno di dormire molto più a lungo rispetto agli adulti (compresi i sonnellini durante il giorno), mentre negli anziani la durata del sonno necessaria tende a essere leggermente inferiore. D’altra parte, è ampiamente riconosciuto che il fabbisogno di sonno può variare da persona a persona; per tale motivo, sebbene esistano raccomandazioni circa il numero di ore di sonno necessarie a seconda della fascia di età, si tratta di indicazioni a scopo puramente orientativo. Alcune persone, infatti, pur dormendo il numero minimo di ore raccomandate, durante il giorno non riescono a svolgere tutte le loro attività in maniera regolare. In quelle persone che tendono a collocarsi in prossimità del limite superiore degli intervalli consigliati, invece, potrebbero verificarsi degli effetti negativi.

Le cause e i possibili effetti negativi della mancanza di sonno sono stati oggetto di numerosi studi e di un ampio dibattito e la consapevolezza del pubblico circa l’importanza di dormire adeguatamente, in termini sia quantitativi che qualitativi, è considerevolmente aumentata nel corso degli ultimi decenni. Molta meno attenzione è stata invece dedicata a un quesito altrettanto importante, ovvero “È possibile dormire troppo?” e anche “Quali sono le conseguenze sulla salute di un sonno eccessivo?”.

Alcuni studiosi hanno proposto un’analogia tra sonno e dieta, suggerendo che la moderazione potrebbe essere una scelta più salutare rispetto all’eccesso.

Dormire troppo: le possibili cause e interventi

Come accennato in precedenza, è necessario distinguere tra:

  • natural long sleepers, ovvero soggetti che presentano un prolungamento della durata del sonno rispetto a quanto considerato normale senza una causa evidente; e
  • oversleepers, nei quali l’eccesso di sonno può essere legato a un disturbo del sonno, a un disturbo mentale o ad altri problemi di salute.

Long sleepers

Questa condizione, riscontrabile in una percentuale minima della popolazione adulta e leggermente più frequente negli uomini rispetto alle donne, esordisce generalmente in età infantile e tende a perdurare per tutta la vita di un individuo. La profondità e la qualità del sonno appaiono normali. Non sono state identificate associazioni tra questa condizione e particolari caratteristiche genetiche, patologie mediche o problemi di natura psicologica, sebbene evidenze non confermate mostrino un legame con personalità di tipo introverso.

Il sintomo principale è il dormire regolarmente più della maggior parte delle persone della stessa età. Se il long sleeper ha la possibilità di seguire la propria naturale inclinazione al sonno, generalmente non manifesta altre condizioni particolari. Tuttavia, gli obblighi scolastici, lavorativi o sociali spesso impediscono a un long sleeper di dormire quanto effettivamente sarebbe portato a fare. In questo caso, si possono osservare:

  • periodi di sonno particolarmente prolungati, anche oltre le 12 ore, durante i fine settimana o le vacanze;
  • eccessiva sonnolenza diurna, ridotta vigilanza, problemi di energia o attenzione.

Non esiste alcuna terapia specifica per le persone identificate come long sleepers. Al momento, non si sa quali potrebbero essere i benefici o, al contrario, i danni per la salute di una limitazione volontaria della quantità di sonno. In generale, si raccomanda che questi soggetti adattino i propri ritmi di vita in modo tale da riuscire a ritagliarsi delle ore extra di sonno e svolgere normalmente le loro attività durante il giorno. Alcuni consigli utili per il raggiungimento di tale obiettivo sono: 

  • impostare un orario anticipato per il riposo notturno, in altre parole andare a dormire il prima possibile compatibilmente con gli impegni della vita di tutti i giorni;
  • cercare di addormentarsi il più rapidamente possibile, per esempio utilizzando tecniche di rilassamento ed evitando di esporsi a fonti di luce intensa prima di andare a letto;
  • adottare adeguate norme di igiene del sonno, così da evitare risvegli notturni indesiderati e agevolare un sonno profondo e regolare;
  • apportare opportuni cambiamenti allo stile di vita, per esempio limitare l’uso di alcol e caffeina, limitare o evitare il fumo di sigaretta, praticare regolarmente uno sport (è però sconsigliata l’attività fisica nelle ore immediatamente precedenti il riposo notturno).

Oversleepers

Dormire troppo può essere una risposta dell’organismo a un debito di sonno, ovvero un accumulo di ore di sonno arretrato per motivi professionali o sociali. Tuttavia, un eccesso di sonno persistente, che non rientra nelle abitudini normali del paziente, potrebbe essere spia di un problema sottostante. In tal caso, sarà opportuno rivolgersi ad uno specialista.

Tra le condizioni di salute che possono portare a oversleeping ed eccessiva stanchezza, si ricordano:

  • disturbi del sonno o correlati al sonno, per esempio apnee notturne, sindrome delle gambe senza riposo, insonnia e narcolessia;
  • alcune patologie;
  • stress;
  • obesità;
  • disturbi del metabolismo degli zuccheri;
  • dolore cronico;
  • abuso di sostanze ad azione sedativa;
  • ipersonnia idiopatica, ovvero priva di una causa nota.

Le persone che dormono troppo possono andare incontro a:

  • frequenti colpi di sonno, addormentamenti in luoghi o situazioni insolite;
  • difficoltà a svegliarsi al mattino;
  • difficoltà di concentrazione e memoria, fatica mentale;
  • astenia (mancanza di forze);
  • irritabilità;
  • mal di testa.

Come intuibile, in questa forma di eccesso di sonno il trattamento è diretto all’eliminazione, se possibile, della causa sottostante.

Dormire troppo: possibili conseguenze

Dormire troppo può avere effetti negativi su salute e benessere di un individuo, esattamente come dormire troppo poco. Ricerche iniziali suggeriscono che l’eccesso di sonno può:

  • associarsi a stati infiammatori;
  • ridurre la funzionalità del sistema immunitario;
  • favorire lo sviluppo di patologie croniche.

In particolare, le persone che dormono troppo sembrerebbero esposte a un aumento del rischio di:

  • aumento di peso, sovrappeso e obesità;
  • intolleranza al glucosio;
  • disturbi dell’umore.

Il meccanismo delle associazioni osservate tra questi problemi di salute e il dormire troppo non è ancora pienamente chiarito. In particolare, non si sa se l’eccesso di sonno ne sia veramente la causa o se, piuttosto, non vi sia una malattia sottostante in grado di spiegare entrambi. 

Per esempio, un’apnea del sonno non diagnosticata potrebbe causare ipersonnia ed eccessiva sonnolenza diurna. Ancora, dormire troppo potrebbe essere un’abitudine che si accompagna ad altre caratteristiche dello stile di vita potenzialmente nocive per la salute, come una cattiva alimentazione o una ridotta attività fisica.

Saranno necessari ulteriori studi, condotti con metodologie rigorose, su campioni rappresentativi e per periodi di tempo sufficientemente lunghi, per poter trarre conclusioni definitive circa i rischi e le possibili conseguenze del dormire troppo.