Insonnia

Perché si soffre di insonnia? Scopri le cause dell'insonnia e metodi efficaci per superarla e ripristinare un sonno sano e riposante

L’insonnia è il più diffuso tra i disturbi del sonno e sicuramente quello con il maggiore impatto sulla salute della persona e sulla qualità della vita di un individuo in generale. 

L’insonnia non è considerata una malattia, bensì una condizione di ampia portata che, in generale, descrive l’abituale incapacità di dormire in maniera adeguata e quando lo si desidera. 

Il termine generico “insonnia” comprende in realtà varie problematiche relative al sonno: ad esempio, nell’insonnia iniziale le persone hanno difficoltà ad addormentarsi. Si parla invece di insonnia intermittente (oppure centrale o lacunare) quando, dopo l’addormentamento normale, lo stato di sonno durante la notte non dura a lungo o viene interrotto da frequenti risvegli notturni. Per insonnia terminale si intende, infine, il risveglio decisamente anticipato rispetto alle attese. 

Per alcuni individui l’insonnia è un problema cronico: nonostante i tentativi di prevenire o risolvere il disturbo, non hanno mai la sensazione di avere dormito a sufficienza. 

Ma esiste anche un’insonnia transitoria (o transiente), ovvero una serie di episodi di insonnia più o meno continuativi che si presentano in concomitanza con un evento stressante o traumatico della vita e di solito terminano dopo un certo lasso di tempo. 

L’insonnia è un disturbo che statisticamente ricorre più frequentemente nelle donne e tende a presentarsi con maggiore probabilità con l’avanzare degli anni, sia perché invecchiando il corpo ha meno bisogno di dormire, sia perché nelle persone anziane non di rado il sonno notturno è disturbato dallo stimolo frequente a urinare una o più volte (nicturia).

Un fenomeno interessante è la cosiddetta “insonnia paradossale”, nella quale i soggetti dichiarano di dormire poco e male e di non sentirsi mai realmente riposati, quando in realtà le misurazioni di esami come la polisonnografia registrano un sonno del tutto normale.

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Quali sono le cause dell’insonnia?

Parliamo di insonnia primaria quando l’individuo soffre di insonnia per una “predisposizione personale” in assenza di cause scatenanti, spesso per una condizione imputabile a una bassa spinta omeostatica per il sonno (il bisogno di dormire) che rende difficile l’addormentamento o il mantenimento del sonno.

Le cause dell’insonnia secondaria in genere vengono raggruppate in 3 categorie:

  1. Presenza di altre patologie o gravidanza. A causa dei profondi mutamenti dell’assetto ormonale, nella donna non stupisce il manifestarsi o l’acutizzarsi dell’insonnia in fase premestruale, in gravidanza e nel periodo della menopausa. In particolare, la menopausa ha effetti rilevanti sul sonno, perché provoca vari effetti che incidono sulla sua qualità, tra cui le sudorazioni notturne e disturbi dell’umore, oltre alla latenza di sonno prolungata (il ritardo nell’addormentamento) e a una ridotta quantità di sonno a onde lente (o sonno non-REM profondo, il sonno “ristoratore”). Inoltre, la presenza di alcune patologie può avere un effetto sulla qualità del sonno.
  2. Fattori precipitanti: disagio fisico, eventi logoranti della vita, assunzione di farmaciabuso di alcol e droghe. Tra i fattori di rischio per l’insonnia occorre citare anche gli orari di lavoro notturno protratti nel tempo, che inibiscono l’adattamento al ciclo circadiano. Un discorso analogo vale per il fenomeno del jet lag, nel quale il sistema circadiano non è in grado di adattarsi in tempo reale al rapido cambiamento dei ritmi di vita e all’esposizione a luce e buio della nuova destinazione e si manifesta con diversi effetti, tra cui l’insonnia.
  3. Comportamenti che conducono all’insonnia, come ad esempio l’uso di dispositivi elettronici con display luminoso in tarda serata, la pratica di sport o esercizio fisico intenso nelle ore serali, discussioni animate prima di andare a letto, eccessiva o insufficiente assunzione di cibo, di caffeinanicotina o altre sostanze eccitanti, variazione continua dell’orario in cui si va a riposare e/o si punta la sveglia, scarsa esposizione alla luce esterna durante il giorno, temperatura eccessivamente alta eccessivamente bassa nella camera da letto, mancanza di silenzio o di buio totale nella camera da letto, eccesso di sonnellini durante il giorno. Negli individui soggetti a insonnia, anche le preoccupazioni o la paura stessa di non riuscire a prendere sonno possono contribuire a rendere l’addormentamento più arduo, instaurando un circolo vizioso in una sorta di insonnia ‘‘appresa’’. Interrompere questo “meccanismo difettoso” è una componente importante nella prevenzione dell’insonnia ed implica anche l’eliminazione dei fattori perpetuanti, nonché un miglioramento della cosiddetta igiene del sonno.
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Quali sono le conseguenze dell’insonnia?

Chi soffre di insonnia cronica riferisce una serie di sintomi tipici: sonnolenza durante il giorno, asteniamalessere generalecali di attenzione, memoria e concentrazioneprestazioni ridotte al lavoro o nello studio, malumorescarsa energiairritabilità. Le ripercussioni dell’insonnia sul cervello e sull’organismo in generale possono quindi impattare sulla qualità della vita in maniera importante. L’insonnia non curata è certamente la causa di molti problemi di salute. 

Alcune malattie producono l’insonnia come effetto, ma può anche avvenire che l’insonnia si sviluppi come disturbo primario e quindi aumenti il rischio di sviluppare successivamente altre patologie. 

Da un colloquio approfondito con il proprio medico di fiducia potrebbero emergere vari consigli pratici assai utili per migliorare la qualità del sonno nelle persone sostanzialmente sane. In seconda battuta la stessa figura di riferimento potrebbe invece prescrivere alcune analisi specifiche e suggerire l’approccio terapeutico più adatto al singolo individuo.

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