Digestione e sonno, ecco come sono legati

La fase digestiva può avere un impatto significativo sulla qualità del nostro riposo

La fase digestiva può avere un impatto significativo sulla qualità del nostro riposo

Digestione e sonno sono due funzioni corporee fondamentali che, sebbene sembrino indipendenti, sono strettamente interconnesse. La loro relazione, infatti, è un intreccio di processi biologici che influenzano reciprocamente la nostra salute e il benessere generale. Sebbene possa sembrare strano, il modo in cui digeriamo il cibo ha un impatto significativo sulla qualità del nostro sonno, e viceversa. Come sono legati digestione e sonno? Esaminiamo più da vicino questa interessante connessione per cercare di capire come migliorare entrambi i processi per un ottimizzare il nostro stato di salute complessivo.

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L’importanza di una buona digestione per dormire

La digestione è un processo fondamentale per il nostro benessere generale perché influenza non solo la nostra salute fisica ma anche quella mentale ed emotiva. Un normale sistema digestivo è essenziale per assorbire i nutrienti necessari al nostro organismo e per eliminare tossine e rifiuti in eccesso. La connessione poi tra intestino e cervello riveste un ruolo significativo nella regolazione dell’umore e del benessere emotivo: così come una buona digestione può influenzare positivamente il tono dell’umore, così stress ed emozioni possono influenzare la salute digestiva, sottolineando l’importanza di un equilibrio tra mente e corpo per un benessere ottimale.

Il sonno rappresenta un aspetto altrettanto fondamentale della nostra quotidianità, seppur ancora non sia del tutto chiaro il motivo della sua necessità e in che modo esattamente apporti benefici alla nostra salute. Ciò che sappiamo è che il sonno è molto più di un semplice periodo di inattività e uno dei benefici conclamati è il suo effetto ristoratore sulla capacità delle persone di funzionare normalmente durante il giorno. Tra i disturbi più frequenti legati al sonno, troviamo l’incapacità di addormentarsi, di rimanere addormentati, di stare svegli o comportamenti insoliti durante il sonno, come il sonnambulismo. Tra i fattori che potrebbero interferire con il sonno c’è propria la cattiva digestione. Generalmente, chi non riesce a riposare bene non “funziona” in maniera normale durante la giornata e quindi può presentare eccessiva sonnolenza, stanchezza e irritabilità nonché difficoltà a concentrarsi e a svolgere attività quotidiane. Qual è la connessione, sottile ma potente che unisce sonno e digestione? Pensa, ad esempio, alla dieta e a come certi alimenti favoriscono l’addormentamento e altri siano invece degli eccitanti; oppure alla posizione in cui dormi, anche quella può influire su una regolare digestione; infine, pensa alla sonnolenza che può giungere dopo certi pasti. Insomma: sonno e digestione sono legati per diversi aspetti.

Perché viene la sonnolenza dopo i pasti?

In generale, la sonnolenza dopo i pasti è comune e di solito temporanea. Tra i fattori che possono procurarla uno è legato proprio alla digestione. Dopo il pasto il corpo inizia a lavorare
per digerire il cibo e ciò richiede energia. Può accadere – soprattutto in presenza di pasti particolarmente abbondanti – che il flusso di sangue si concentri nell’apparato digerente,
riducendo temporaneamente l’afflusso al cervello. Questo può causare sonnolenza.

Dato che un’eccessiva sonnolenza dopo i pasti potrebbe essere connessa anche a un rilascio eccessivo di insulina, se la condizione è piuttosto insistente è opportuno rivolgersi a un medico.

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Come digerire prima di dormire

L’apparato digerente riduce notevolmente la sua attività durante il sonno e nelle ore notturne, pertanto diventa imprescindibile un’alimentazione serale con cibi facilmente digeribili e assunti a orari regolari e appropriati per lasciare il tempo necessario a una digestione agevole. Quali cibi assumere? Pasta, riso, pane, orzo – che, tra l’altro, contengono il triptofano, coinvolto nella sintesi della serotonina – ma anche lattuga, radicchio rosso, cipolla, aglio, zucca, rape, cavolo, formaggi freschi, yogurt, uova bollite.

Non solo la scelta degli alimenti ma anche il loro abbinamento diventa importante: i cibi hanno dei processi digestivi diversi e, attuando combinazioni alimentari sbagliate, è più probabile andare incontro a un rallentamento della digestione, che compromette l’assorbimento dei vari nutrienti e porta a diversi fastidi, tra cui, appunto una difficoltà nel riposo. Gli esperti sconsigliano, ad esempio, di non associare nello stesso pasto proteine diverse, che rendono più complessa la digestione, oppure l’accostamento di pasta e dolci per l’eccessivo apporto di zuccheri, così come di burro e uova per l’alto contenuto di grassi assorbiti durante la cottura. Associare i cibi a tavola nel modo giusto permette, quindi, non solo di ottimizzare la loro assimilazione da parte dell’organismo e di accrescere il benessere quotidiano aumentando l’energia e la vitalità durante la giornata, ma anche di tutelare la qualità del sonno durante la
notte.

Cosa prendere prima di andare a dormire per digerire?

Alcune tisane possono aiutare nel sonno e nella digestione. In modo del tutto naturale, infatti, rappresentano una soluzione efficace per regolarizzare l’uno e l’altra. Questi infusi possono contenere piante come la camomilla e la lavanda, ad esempio, che favoriscono il rilassamento fisico e mentale e contribuiscono alla regolare motilità gastrointestinale e all’eliminazione dei gas.

La giusta posizione per dormire

Il suggerimento comune che dormire sul lato sinistro favorisca la digestione è basato su alcune teorie anatomiche e fisiologiche ma è importante notare che non ci sono ancora prove scientifiche definitive che ne dimostrino un beneficio significativo. Ecco alcune probabili spiegazioni:

Tuttavia, anche se alcuni individui riportano benefici dormendo sul lato sinistro in termini di digestione e comfort generale durante il sonno, questa potrebbe non essere una soluzione universale per tutti. Quindi, per dormire più serenamente, è utile considerare le peculiarità di ogni individuo e approcciarsi ai pasti serali con consapevolezza delle proprie caratteristiche e sulle indicazioni generali.

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